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...Trapani 

Trapani,
Cliccando su ogni comune potrai vedere un piccolo o grande commento in base alla possibilità d'informazione da me acquisite, e la loro bellezza espressa dalle foto che immortalizzano la bellezza del luogo.
La provincia di Trapani si estende per 24 comuni che sono:

Trapani
Alcamo
Buseto Paliz.
Calatafimi
Campobello di Mazara
Castellammare del Golfo
Castelvetrano
Custonaci
Erice
Favignana
Gibellina
Marsala
Mazara del Vallo
Paceco
Pantelleria
Partanna
Petrosino
Poggioreale
Salaparuta
Salemi
San Vito lo Capo
Santa Ninfa
Valderice
Vita

 

 

 
 
Trapani

Trapani l'antica Drepanum, situata di fronte alle isole Egadi, oltre ad essere una cittadina ricca d'arte e architettura è il punto di partenza privilegiato per raggiungere queste bellissime isole; possiede un porto ben attivo, con un traffico incrementato dal trasporto del sale raccolto nelle saline che si trovano immediatamente a sud dell'abitato. Ogni mattina si tiene il pittoresco mercato del pesce. La nota Piazza del Mercato del Pesce era chiamata anticamente Bocceria. Vista la vicinanza con Favignana, che svolge la tradizionale mattanza, la città possiede anche un'importante fabbrica per la conservazione del tonno. Altre importanti attività sono legate alla produzione del vino e alla lavorazione del marmo.

Fu un importante emporio e scalo strategico con i Fenici nell'VIII sec. a.C. Successivamente fu conquistata dai Romani nel 241 a.C. Seguì un lento e progressivo priodo di declino durato sino alla fine del periodo bizantino.
Con la dominazione Araba la città rivisse un periodo di grande prosperità economica che proseguì anche con i dominatori normanni, che la elevarono a città regia. Cominciarono a svilupparsi quelle attività come l'oreficeria e la lavorazione del corallo che la rendono ancor oggi famosa. alla fine del sec. XIII con Pietro d'Aragona, Trapani fu una tappa sulla rotta per le Crociate. Nel 1817 divenne capoluogo di provincia.
Trapani, si allunga su una lingua di terra arcuata che protende nel mare; La leggenda vuole che questa caratteristica forma dovuta alla falce caduta alla dea del grano, Demetra, mentre era alla disperata ricerca della figlia Proserpina. Lungo la falce si trovano gli antichi quartieri medievali. Il quartiere impiantato dagli Spagnoli nel Trecento, chiamato quartiere Palazzo, è uno di questi ed è stato rivisitato in epoca barocca. Il nucleo più antico, con tipiche caratteristiche arabe, si estende alle spalle ed in origine era cinto da mura. Sulla punta estrema si trova La Torre di Ligny, edificata nel 1671 come baluardo difensivo, e ospita Museo della Preistoria e di Archeologia Marina (raccolta di reperti e pannelli illustrativi sul periodo preistorico siciliano e reperti medievali recuperati nei relitti di navi affondate nella zona). All'estremità est del centro città, in via Pepoli, sorge il grande complesso dell'Annunziata, edificato dai Carmelitani, Il cui santuario è affiancato dall'ex-convento che oggi ospita il principale museo della città, il Museo Pepoli, le cui ricche collezioni storiche ed artistiche vanno dalla preistoria al XIX sec.. Qui ammiriamo statue di Santi realizzate dai famosi Gagini come il San Giacomo Maggiore di Antonello Gagini, una Pinacoteca recante opere importanti come il polittico di Trapani del XV sec., dipinti di scuola napoletana tra cui il bel San Bartolomeo di Ribera e una Pietà del napoletano Roberto di Oderisio (XIV sec.). Inoltre sono esposti meravigliosi lavori in corallo di artigiani locali, che riproducono oggetti liturgici ed alcuni pezzi di oreficeria come quelli di Matteo Bavera, del XVII sec. Presenti anche le tradizionali ceramiche di Trapani, fra le quali spiccano i pannelli in maiolica raffiguranti la Mattanza.
Le principali emergenze architettoniche della città sono: la Chiesa e il Collegio dei Gesuiti; la Cattedrale di San Lorenzo; la Chiesa di Santa Maria del Gesù; Palazzo della Giudecca; Palazzo Cavarretta; Palazzo Riccio di San Gioacchino; la Chiesa del Purgatorio con la facciata progettata dall'Architetto G. B. Amico, dove sono custoditi i venti Gruppi Sacri dei Misteri di Trapani.

La città di Trapani ha di recente conosciuto un momento di rivalorizzazione dell'area del porto in relazione alle regate della Coppa America del 2005, trentaduesima edizione "Louis Vuitton Acts 8 & 9".

Una attrattiva notevole è costituita dalle Saline per le quali oggi si è costituita la cosiddetta "Via del Sale". Parecchi i mulini presenti che sfruttano il vento per azionare le pale. Cinque di questi sono stati di recente restaurati. Tale patrimonio è tutelato dalle Riserve delle Saline di Trapani e Paceco e dello Stagnone di Marsala.


I dintorni della città sono ricchi di mete interessanti: oltre alla appena citata Marsala, non si possono trascurare di visitare Mazara, Erice, San Vito, Segesta e le isole Egadi. Ricche di spunti interessanti sono anche Scopello e la vicina Riserva dello Zingaro, Custonaci con le sue cave e con l'interessantissimo museo vivente, Gibellina vecchia e nuova, Salemi da cui si gode un panorame bellissimo, solo per dirne alcune.
Una delle mete più vicine e note a livello mondiale è Erice. Per raggiungere Erice si può utilizzare la Cabinovia, di recente ripristinata.

La CABINOVIA che collega Trapani con Erice, presenta cabine, chiuse e dotate di posti a sedere un tracciato di circa 3 Km., poggia su 17 sostegni, andando da quota 40 mt. di Trapani alla quota 703 mt. di Erice, e presenta sostanziali differenze rispetto al vecchio impianto che era ormai inattivo da circa 20 anni.
Oltre a fornire un comodo collegamento con la splendida località di Erice, quest'opera costituisce anche l'occasione per valorizzare questa parte di territorio siciliano davvero stupendo per i suoi caratteri paesaggistici. Il panorama che si osserva durante il percorso comprende infatti una visione molto ampia che abbraccia interamente la città diTrapani fino alle Saline e consente di vedere le vicine isole Egadi. L'impianto, realizzato da una Associazione Temporanea di Imprese è statofinanziato in parte dalla Regione Siciliana con il PIT, Piano Territoriale Integrato e dalla Provincia regionale di Trapani.

Alcamo

Alcamo sorge alla falde del Monte Bonifato, ricca di monumenti e di opere d'arte di rinomati maestri che ivi hanno lavorato lasciando testimonianze della loro arte in numerose chiese ed edifici civili.

Di notevole interesse architettonico il Castello dei Conti di Modica del XIV sec., la Torre De Balis del XV sec., la Chiesa Madre, la splendida Chiesa dei SS. Paolo e Bartolomeo e la sontuosa Basilica di Maria Santissima Assunta del XVIII sec., che è la più ricca di opere d'arte.

Tra le principali opere di scultura si distinguono le statue di Antonello Gagini e di Bartolomeo Serrettaro, gli stucchi di Giacomo Serpotta, che plasmò per la chiesa dei SS. Cosma e Damiano, le due figure allegoriche "La Pietà" e la "Giustizia" e altre otto statue per la chiesa di S. Francesco di Paola, veri capolavori della scultura del Settecento.
La religiosità popolare di Alcamo trova le sue radici in tempi remoti, da identificarsi con le origini della città. Tra le feste più antiche ed espressive ricordiamo la festa della patrona Maria Santissima dei miracoli (19 - 21 giugno) che supera la dimensione del sentimento religioso per divenire anche un grande momento di socializzazione e di verifica della propria appartenenza culturale e sociale.
Famoso il vino doc Bianco di Alcamo, mentre sul Monte Bonifato è stata istiuita riserva naturale il Bosco di Alcamo.

Buseto Palizzolo

Buseto Palizzolo, antico casale di Erice il cui nome deriva dall'arabo Busit (terra) e dalla famiglia Palizzolo cui venne assegnato nel 1563 da Carlo V. Da borgo rurale nell'agro ericino, ha accentuato in chiave turistica le proprie peculiarità ambientali. Appena fuori del centro abitato è stata istituita un'area attrezzata nel Bosco Scorace. Fonte di richiamo, la Domenica delle Palme, una processione della Via Crucis con personaggi viventi immobili.

Calatafimi

Calatafimi, antico borgo arabo, famoso per la storica battaglia tra borboni e garibaldini del 1860, annovera tra i suoi monumenti la semidistrutta Chiesa del Carmine, la Chiesa Madre e la Chiesa del Crocifisso.

Nella parte più antica e occidentale della città sorge il vecchio castello innalzato intorno al 1200 che fu dimora dei governatori della città.

Lungo la statale 113 che da Calatafimi va verso Trapani a circa un Km. dal paese vi è un bivio dal quale si arriva al monumento ossario di Pianto Romano. Alto circa 30 metri, decorano i due lati due gruppi di bronzo di Battista Tassara, che raffigurano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi

.

Un viale alberato:" Viale della Rimembranza", collega l'ossario a una stele poggiata su quattro colonne recante la scritta: "Qui si fa l'Italia o si muore".

Calatafimi merita una visita, oltre che per i beni artistici custoditi in alcune sue chiese, in occasione della Festa di Primavera o del Crocifisso celebrata in memoria di alcuni eventi miracolosi legati ad un antico Crocifisso, verificatesi nel 1657. Oggi a più di trecento anni, la processione si ripropone ad intervalli di tre, cinque o sei anni ed è una delle feste popolari siciliane più grandiose e sentite.

Campobello di Mazara

Il suo nome deriva da campus belli perchè proprio nel suo territorio si svolge la battaglia finale della disputa tra Segesta e Selinunte. Colonia greca costituita in particolare da agricoltori ha nel suo territorio le Cave di Cusa da cui i selinuntini tirarono fuori le pietre per edificare i loro templi. Caratteristica del paese sono i cortili e i giardinetti dirimpetto alle abitazioni, anche se l'espansione urbanistica negli anni Settanta ha distrutto moltissimi di questi caratteristici edifici. Tra i monumenti da vedere il Castello feudale (XVII sec.) e la Chiesa Madre 1618, mentre da visitare il Museo della vita e del lavoro contadino. discorso a parte meritano le Cave di Cusa, a poco più di tre Km. a Sud-Ovest dal paese. Si tratta delle cave di tufo da cui si estraeva il materiale per la costruzione dei templi di Selinunte. Resti dei grandi tamburi cilindrici delle colonne sono ancora oggi giacenti in mezzo alle cave, quasi come se qualcuno le avesse lasciato lì per tornare poi a riprenderli.

Castellammare del Golfo

La spiaggia bianca di ciotoli a Baia di Giudaloca prolunga lo sviluppo costiero, a forma di anfiteatro, del Golfo di Castellammare. Il golfo, che si estende da Capo San Vito a Capo Rama ai piedi dei declivi rocciosi che ne definiscono la visuale a sud, ospita l'omonima cittadina. Le sue principali attività sono legate alla posizione e allo sviluppo del porto che sorge nel luogo dell'antico emporium segestano. In età medievale la città si è sviluppata intorno al castello a mare, il primo nucleo del centro storico, ancora oggi riconoscibile, collegato originariamente all'abitato da un ponte levatoio. Tra Castellammare del Golfo e San Vito lo Capo i declivi collinari che degradano fino al mare, in una miriade di piccole baie, annunciano l'inizio della Riserva naturale orientata dello Zingaro.

Castelvetrano

Castelvetrano, città dei fiumi Delia e Belice, è attualmente la capitale della Valle Selinuntina. Il suo Centro Storico si presenta ricco di palazzi e chiese in cui si mescolano influssi diversi, da forme rinascimentali alle prime espressioni del barocco catalano. La Chiesa Madre, decorata da Gaspare Serpotta, la Chiesa San Domenico, la Chiesa del Purgatorio, oggi sede dell'Auditorium Perosi, il Teatro Selinus, il Palazzo Pignatelli (XIII sec.) e soprattutto la Chiesa della Trinità di Delia arabo normanna (XIII sec.), sono fra i monumenti di maggior pregio artistico.

Custonaci

Situato su di una collina rocciosa a trecento metri sul livello del mare, il paese è al centro di un ricco bacino marmifero, "La Riviera dei Marmi", fonte principale dell'economia del luogo. Il marmo delle Cave di Custonaci è apprezzato e rinomato in tutto il mondo.

Il paese è formato da diverse frazioni, alcune chiamate Bagli per la loro conformazione. Al centro del nucleo più popolato, il Santuario della Madonna di Custonaci.

Sul versante mare, la Grotta Scurati, antico insediamento preistorico poi trasformato in Villaggio con case basse e vicine l'una l'altra, una sorta di presepe naturale con una ricca vegetazione circostante. Abbandonate dai pastori che l'utilizzavano per la lavorazione della ricotta, hanno trovato altro utilizzo: annualmente, a Natale, vi viene realizzato un Presepe Vivente, meta di turisti e devoti.

A meno di un chilometro, il mare con le "Cale" naturali di Cornino, in un paesaggio quanto mai suggestivo cui fa da sfondo il Monte Cofano.

Santuario di Maria SS di Custonaci, l’edificio religioso ha avuto varie epoche di costruzioni, iniziate probabilmente nel XVII sec., proseguite nel tardo ottocento e concluse nei primi decenni del novecento. La pianta è a croce romana con tre navate, l’incrocio delle navate con il braccio trasversale è coperto da una cupola a otto spicchi. La facciata è di stile romanico con il caratteristico rosone che contribuisce ad illuminare la chiesa al suo interno ed il portale con cornice in tufo e portone in noce del 1842. L’esterno è caratterizzato da un sagrato magnificamente realizzato con ciottoli di pietra che disegnano varie forme geometriche. Costruzione annesse al Santuario sono l’ospizio dei Pellegrini, con stalla e casa di accoglienza.
Chesa di san Giuseppe a Sperone ( edificio non particolarmente antico caratterizzato da magnifici mosaici di realizzazione contemporanea)

Chiesa di Maria Santissima del Suffragio a Purgatorio, piccolo edificio anche questo di epoca piuttosto moderna senza particolari peculiarità artistiche, ma grazioso e accogliente.

Erice

Ci sono luoghi in Sicilia dove il mito si intreccia e dove l'archeologia testimonia la vita di antichi popoli e civiltà. Sulla sommità del Monte San Giuliano , in splendida posizione panoramica su Trapani, in silenzio tra le nubi, posa la città di Erice.
Erice fu popolata dagli Elimi che vi eressero il tempio dedicato al culto della dea della fecondità e dell'amore. I successivi dominatori intitolarono il tempio alle loro divinità, così i Fenici, vi adorarono Tanit-Astarte, i Greci Afrodite, i Romani la Venere Ericina.
Sulle rovine del Tempio sorge ancora oggi il Castello di Venere, fortificato durante la dominazione normanna, adiacente ai giardini del Balio dominati dalle torri medioevali.
La città è cinta da mura ciclopiche di impianto Elimo (VII sec.a.C.) a cui vertici si collocano: il Castello Normanno; il Duomo o Matrice (1314), che conserva le forme gotiche trecentesche originarie, con la torre campanaria e le sue delicate bifore e il Quartiere Spagnolo. Il centro storico presenta un impianto urbanistico tipico medievale con piazzette, strade strette e sinuose nelle quali si affacciano bellissimi cortili fioriti.
Erice accoglie più di sessanta chiese tra cui quelle di San Martino, San Cataldo, San Giuliano, San Giovanni Battista. Ogni estate, riecheggiano le musiche medievali recuperate alla memoria da artisti di fama internazionale proposte durante la Settimana di Musica Medievale e Rinascimentale.
Da visitare il Museo Cordici, nel cui atrio si trova l'Annunciazione di Antonello Gagini, sito nella Piazza Umberto I.
Erice, sede del Centro di cultura scientifica "Ettore Majorana", conserva intatto il fascino di antico bordo medievale animato da botteghe di artigianato tipico: le ceramiche finemente decorate, i tappeti variopinti tessuti a mano, i tradizionali dolci a base di mandorla e frutta candita.

Favignana

 

Favignana, dominata dal Monte di S. Caterina, dove ogni anno a Maggio si ripete il rito antico della pesca del tonno, accoglie il visitatore con la regalità della Tonnara Florio, esempio imponente di archeologia industriale,
ma anche con l'eleganza e la leggerezza tipica dello stile liberty del Palazzo Florio; lo affascina con la limpidezza del suo mare ricco di storia ove si combattè la battaglia navale delle Egadi nel 241 a.C. tra Romani e Cartaginesi; lo cattura con il silenzio delle sue cale: Cala Rossa, Cala Azzurra, Grotta Perciata, Cala rotonda; lo stupisce con i colori della sua campagna. L'estrazione e l'utilizzazione del tufo, pietra arenaria di Favignana, hanno deciso il colore di molte città vicine e scritto una pagina importante dell'economia dell'isola.

 

Gibellina


Città distrutta dal terremoto del 1968 è stata interamente ricostruita poco distantedal luogo dove sorgeva. Gibellina Nuova,pur mantenendo la tradizione contadina, è stata edificata con il contributo di artisti a livello internazionale che ha consentito di tracciare un itinerario culturale verso il futuro, proiettando uomini e cose in una dimensione cosmopolita.

Si accede al paese attraversando l'imponente scultura della Stella di Consagra, uno dei nuovi simboli della nuova città. Gli altri sono il Sistema della Piazze, la Chiesa e le avveniristiche opere d'arte ad ogni angolo di strada.

Esponenti del mondo della cultura tra cui Accardi, Consagra, Quaroni, hanno contribuito a creare la nuova identità di Gibellina Nuova, così come sulle rovine dell'antica cittadina, Alberto Burri ha ideato il Cretto, scenario artificiale per la memorizzazione del passato e per l'isolamento dell'evento catastrofico, dove vengono rappresentate ogni anno le Orestiadi di Gibellina, manifestazioni universalmente riconosciute di qualità, che vanno dalle rappresentazioni teatrali a quelle musicali, dalla pittura alla scultura, al cinema.

Marsala

Marsala, città ricca di testimonianze puniche, romane, normanne, arabe e spagnole, tra le quali sono di particolare interesse la necropoli di età punica, la Villa Romana con i suoi stupemdi mosaici il Battistero cristiano del V sec. e i resti della cinta muraria fatta edificare da Ruggero I.
Tra i monumenti, il Duomo, edificato sul preesistente Castello Normanno, che accoglie opere del Gagini e otto preziosissimi arazzi fiammenghi del '500, il Museo Archeologico del Baglio Anselmi dove si trova l'eccezionale reperto di archeologia marina della Nave Punica del II sec. a.C., gli stabilimenti del vino Marsala, famoso nel mondo e i Bagli, tipiche costruzioni rurali, presenti su tutto il territorio del trapanese, in particolare a Marsala furono edificate nel XVIII sec. proprio per la lavorazion
e e il deposito dei vini, per volontà dell'inglese Woodhouse.
Il complesso di San Pietro, rappresenta un unicum nel suo genere, ottimamente ristrutturato offre all'interno la possibilità di fruire di un Museo Civico a tre sezioni: (Risorgimentale-Garibaldina, Archeologica e delle Tradizioni Poplari).
All'interno si trovano una fonoteca, una ludoteca e una videoteca oltre ad una aula convegni a tecnologia avanzata.
Nel periodo estivo vi si svolgono attività turistico - culturale.

Mazara del Vallo

Mazara del Vallo sede della più grossa flotta peschereccia del Mediterraneo, sorge sulla sponda sinistra della foce del fiume Mazzaro, lungo la costa occidentale dell'isola tra Capo Boeo e Capo San Marco.

Mazara conserva numerose testimonianze che vanno dall' XI al XVIII secolo, tra cui la Chiesa di San Nicolò Regale e i resti del Castello Normanno. Di grande rilievo la produzione di età barocca, con la Chiesa di Santa Veneranda e di Sant'Ignazio e la sistemazione urbanistica della rettangolare Piazza della Repubblica su cui si aprono il Seminario dei Cherici, il Palazzo Vescovile e la Cattedrale.

Paceco

Paceco sorta nel 1607 su di una leggera altura tufacea, borgo medievale dalla pianta urbanistica perfetta, fu squadrata secondo il Monroy, autore di una storia araldica del Borgo Feudale nel 1929, da un monaco spagnolo, Sabellos che aveva costruito i quartieri nuovi di Madrid.

Tra i principali monumenti:
la Chiesa Madre di gusto Barocchetto, fondata nel XVII sec. è stata ricostruita a metà del settecento sul disegno del celebre architetto siciliano, Giovanni Biagio Amico. L'attrazione più importante della chiesa è costituita da quattro grandi pale d'altare della fine del Seicento o dei primi del Settecento, donate dalla principessa Maria Anna Fardella San Severino.

La Chiesa del Rosario il cui interno, espressione di un barocco povero comprende un'interessante cripta dove venivano sepolti già dal primo Seicento, come attesta una lapide di devozione i confratelli di una confraternita che aveva sed
e nella chiesa (Confraternita del Santissimo Rosario).

Manifestazioni:
A Paceco si organizza il festival della chitarra classica ed un concorso per giovani solisti di musica classica ed è stata recuperata la tradizione della "cuccia", di cui viene organizzata una sagra il 13 dicembre. Fino a qualche anno fa si organizzava una sagra del melone giallo - frutto tipico di Paceco.
Da vedere sul litolare di Nubia la Torre di guardia del XVI secolo, detta comunemente "Raisi Debbi", perchè usata come tonnara tempo fa. Nel 1584 è stata restaurata dall'architetto fiorentino Camillo Camigliani ed inserita tra le fortificazioni della Sicilia. Attualmente è stata nuovamente restaurata ed è in uso agli Scouts per un progetto di aggregazione giovanile.

In via di ultimazione, il "Parco Baiata": dagli anni 70 esiste nel territorio di Paceco l'invaso Baiata, parzialmente attivo perchè ancora incompleto. Un nuovo ecosistema lacustre di notevole interesse climatico che attira uccelli di passo, pescatori sportivi e visitatori vari.

Pantelleria

Pantelleria la perla nera del Mediterraneo.

Furono i Fenici, e successivamente i Cartaginesi, a comprendere l'importanza strategica dell'isola, seguiti da Arabi, Vandali, bizantini, Normanni, Angioini, Aragonesi, Genovesi Spagnoli e Borboni.

Testimonianza unica delle antiche civiltà mediterranee è quella dei Sesi, sepolcri neolitici di 5.000 anni fa.

"Cossyra" per i romani, "Bent el rion" ossia "figlia del vento" per gli arabi, l'odierno paese Pantelleria è posto all'interno di una piccola baia.

Architettura caratterizzante è quella dei dammusi (dal latino "domus"), abitazione diffusissime sull'isola, costruite in pietra a secco, dai muri spessi, con i tetti dalle caratteristiche cupole per la raccolta delle acque piovane che, attraverso opportune canalizzazioni, si immettono in cisterne sotterranee.

Famoso per la produzione dello zibibbo, del cappero e del vino moscato, l'isola è un centro turistico dalle grandi attrattive, con le sue splendie scogliere laviche e il mare limpido, lo Specchio di Venere, lago di origine vulcanica, le numerose sorgenti naturali delle stufe e dei bagni asciutti dentro le grotte e le sue contrade dai nomi di origine araba: Khamma, Gadir e Sibà.

Partanna

Partanna, situata tra la Valle del Modione e del Belice, fu un insediamento sicano. Il primo nucleo del centro storico tardo medievale, cinto di mura, fu costruito nel XIV sec. intorno al Castello e alla Matrice. Il nome "Partanna" sembra avere origine araba per la presenza in loco di un casale di nome "Barthannah".



Ha origine che risalgono alla preistoria. Nella contrada Stretto, che si trova a qualche chilometro dalla cittadina, sono stati effettuati ritrovamenti di tombe a Grotticella, tombe a camera e numerose ceramiche risalenti all'età del bronzo, conservati al Museo Archeologico Regionale di Palermo.



Partanna fu abitata in epoche successive da Sicani, Greci e Romani.. Il vecchio abitato gravamente danneggiato durante il terremoto 1968, è stato quasi interamente ricostruito. Esempi di ricostruzione di monumenti sono: Il Palazzo Favara ex Ospedale da campo del XIX sec.; il Chiostro di San Benedetto del XVII sec.

Petrosino

Petrosino, ultimo nato della provincia, centro vitivinicolo a pochi chilometri da Marsala, le cui origini risalgono al 1632, è legato al nome Woodhouse, il cui stemma riportato sul portale del Baglio omonimo è divenuto simbolo della città

Poggioreale

Il vecchio centro urbano, fondato da Morso Naselli nel 1642, non esiste più, spazzato via dal terremoto del 1968. Era un impianto urbano a scacchiera regolare, che è ancora leggibile nel tracciato viario e negli edifici che sono rimasti in piedi.

Popolato sin dall'antichità (sul vicino Monte Castellazzo sono stato rinvenuti insediamenti indigeni del IV sec. a.C.) ed identificato come centro elimo, Poggioreale ora è stato interamente ricostruito più a valle del sito originario, a poche centinaia di metri dallo svincolo della scorrimento veloce Palermo - Sciacca che ne consente un facile raggiugimento.

Il nuovo pease sorge intorno alla Piazza Elimo, una struttura che ricalca schemi classici progettata dall'architetto Paolo Portoghesi, come di Portoghesi è la nuova piscina comunale. E' invece dell'architetto Purini la cappella del Santo Patrono Antonio da Padova. Nelle immediate vicinanze del paese, i bagli di Cautali, di Bonfalcone e Ravanusa, mentre nei pressi del fiume Belice un antico mulino ad acqua.
La tradizione più viva a e partecipata nel paese è quella della celebrazione il 18 e 19 marzo di San Giuseppe "Padre della Provvidenza", simboleggiata dagli "artari", costruzioni simili a veri e propri altari su cui ripiani vengono disposti i "cucciddati" (piani di forma rotonda), gli "squartucciati" (dolci di pasta e fichi) e prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato.

Salaparuta

Paese della Valle del Belice interessato anch'esso al sisma del 1968, è uno dei primi insediamenti arabi della zona. Sorto intorno al 1100 d.C., all'inizio fu solo un casale e solo intorno al XVI sec. vide un incremento demografico. Caratteristica del paese erano i casamenti borghesi, cioè a dire abitazioni che si accentravano intorno ad un grande cortile unifamiliare.



Il punto di riferimento era il Castello dei Paruta, nelle cui vicinanze sorgeva la Chiesa Madre, edificio secentesco la cui facciata ricalcava quella della Chiesa del Purgatorio di Trapani e che fu ultimato verso la fine del 1777. In paese insisteva inoltre il Convento dei Cappuccini. Ricostruita interamente interamente dopo il terremoto, ha perso la sua connotazione originaria.

Salemi

Salemi è una antica città abbarbicata sulle pendici del Monte delle Rose tra i fiumi Mazzaro e Grande, sul luogo dell'antica Halicyae, città sicana alleata a Segesta.


L'imponente Castello Normanno, la Matrice barocca, il complesso della Chiesa e del Collegio dei Gesuiti assieme al quartiere ebraico costituiscono le principali attrattive della cittadina medievale dove il sentimento popolare di solidarietà, frammisto alla religiosità trova la sua massima espressione nella tradizionale, colorata ed artistica festa delle Cene di S. Giuseppe, con altari votivi formati da forme di pane benedetto.

San Vito lo Capo

San Vito Lo Capo, borgo di tradizione marinara, si è sviluppata intorno alla antica fortezza saracena, successivamente trasformata in santuario dedicato a San Vito. Oggi l'attività principale è il turismo. Il suo clima, la spiaggia, il mare, le viuzze ornate di fiori, il pesce fresco, i profumi intensi e i suoi panorami offrono al turista l'occasione per una vacanza indimenticabile.

Tra San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo i declivi collinari che degradano fino al mare, in una miriade di piccole baie, annunciano l'inizio della Riserva naturale orientata dello Zingaro.

Il Museo del Mare di San Vito Lo Capo di recente realizzazione, raccoglie una serie di importanti reperti provenienti da una campagna di scavo effettuta sul relitto del Faro, e che ha portato alla luce reperti risalenti all'età Punica, Greca e Romana la cui cronologia varia (dal III a.C. al VI sec. d.C.) e dalla dominazione araba in Sicilia (IX sec. d.C.). Dal 1999 sono stati programmati dei corsi internazionali di archeologia subacquea, con la finalità di formare dei giovani per consentire un ulteriore arrichimento del Museo e la realizzazione di itinerari archeologici subacquei.

Santa Ninfa

Paese della Valle del Belice edificato su tre colli, fu fondato intorno al XVII secolo su un feudo ceduto dal barone Graffeo, di Partanna che aveva da risolvere problemi economici. A seguito della immigrazione di gente di Palermo, Noto e Mussomeli, nacque il primo agglomerato urbano che rimase nella sua strutturazione originaria sino al 1968, quando venne distrutto dal terremoto che portò con se i principali monumenti del paese.

Ricostruito dopo il sisma, è stato fatto oggetto di attenzione da parte di artisti di fama internazionale (da Carrol a Calabria, da Caruso a Cordio, Fieschi, Levi, Pirandello, Treccani, Tornabuoni etc.) che hanno donato loro opere custodite nel Municipio del paese.

Santa Ninfa, fra Segesta e Selinunte, offre ai visitatori la possibilità di entrare in un ambiente naturale con diversi boschi tra i quali quello delle Finestrelle, in cui si trova il museo etnoantropologico.

Unica in Europa, nel suo genere è la "Grotta Carsica" lunga 1.350 metri, con concrezioni eccentriche, cristallizzazioni di gesso, vero paradiso per appassionati di speleologia.

Paese della Salsiccia durante il periodo della Sagra, prepara la stessa arrostita alla brace secondo un'antica ricetta e poi portata in piazza viene servita con pane e buon vino locale.

Valderice

Valderice, cittadina posta in collina quasi come un gradino per raggiungere il mare, si trova immersa nel verde di una pineta che in estate si anima di eventi culturali nello splendido teatro all'aperto di San Barnaba, creato in una cava dismessa.


Per il suo clima fresco, d'estate è da sempre meta di villeggiatura della borghesia trapanese che vi ha realizzto diverse Ville patrizie.

Vita

Borgo secentesco collinare sorge alle falde del Monte San Giuseppe e fu fondato da Vito Sicomo, in onore del quale prende il nome.

Il paese è attraversato dalla statale Calatafimi - Salemi e presenta un impianto urbanistico con comparti misti (a corte, a stecca, con posti di case a spina) ed espansioni ottocentesche.

Paese ad economia rurale, presenta nel centro storico delle interessanti fontane, tra cui "Carpitoli", la più antica e recentemente restaurata, "Acquanova", "Lu Pinti", "Pisano", "Lu Bagghiu" e "Li Cumuna" mentre ad un Km. dal centro c'è il Bosco Baronia, un'area attrezzata a verde, meta di diversi turisti. Da vedere, il giorno dell'Ascensione, la Festa di S. Maria SS di Tagliavia, con la caratteristica sfilata del "Carro del vino e delle Olive", "La cavalcata" e "La Carrozza del Pane", i caratteristici "cucciddati" che vengono allegramente gettati dal carro ai sottostanti spettatori. Festa religiosa di ringraziamento alla Madonna per il raccolto passato e propiziatoria per quello futuro, ricalca festività pagane.

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